Approfondimenti
Fisco e società nei passaggi chiave.
Analisi operative su norme, adempimenti e scelte societarie che incidono sulla gestione dell'impresa e sulla protezione delle decisioni.
Crediti edilizi acquistati: limiti nell'estinzione dei debiti previdenziali a ruolo
L'acquisto di un credito edilizio va pianificato distinguendo debiti previdenziali correnti e somme già iscritte a ruolo. La risposta 110/2026 dell'Agenzia delle Entrate chiarisce che la presenza di cartelle previdenziali non blocca in via generale l'utilizzo del credito in F24.
I divieti previsti per carichi erariali oltre determinate soglie riguardano debiti di natura fiscale e seguono presupposti specifici. Un'esposizione verso una cassa professionale resta fuori da quel perimetro e permette di usare il credito agevolativo per altre compensazioni ammesse.
Il limite emerge quando il contribuente vuole estinguere direttamente la cartella previdenziale. La compensazione dei ruoli richiede crediti relativi alle stesse imposte iscritte; un credito Superbonus acquistato è un'agevolazione autonoma e segue regole proprie.
Il credito può quindi essere destinato a debiti erariali o previdenziali correnti compatibili con l'F24, mentre la cartella affidata alla riscossione continua a essere pagata secondo il piano o gli strumenti previsti per il ruolo. Le quote annuali del credito richiedono inoltre attenzione a scadenza, capienza e divieto di riporto.
Prima dell'acquisto serve una matrice che separi ogni debito per ente, natura, stato e canale di pagamento. Va poi verificata la reale capacità di assorbire il credito nel periodo disponibile.
Azione consigliata: ottenere l'estratto della riscossione e la posizione contributiva corrente, simulare gli F24 utilizzabili e acquistare il credito soltanto per importi coerenti con debiti effettivamente compensabili.
Tema: Crediti edilizi / Riscossione
Concordato preventivo biennale: come calcolare gli acconti 2026
Nel 2026 convivono contribuenti al primo accesso, soggetti nel secondo anno del concordato, operatori usciti dal biennio 2024-2025 e contribuenti che rinnovano per il 2026-2027. La corretta categoria determina la base degli acconti.
Durante il biennio, gli acconti assumono il reddito e il valore della produzione concordati. Chi aderisce per la prima volta applica regole diverse secondo il metodo storico o previsionale: nel primo caso entra in gioco la maggiorazione prevista per l'avvio, nel secondo la seconda rata copre la differenza rispetto a quanto già versato.
In caso di mancato rinnovo, le FAQ dell'Agenzia indicano comunque il reddito concordato dell'anno precedente come base del metodo storico, compreso il valore della produzione ai fini IRAP. Il reddito effettivo dichiarato resta quindi fuori da questo passaggio.
Il rinnovo del concordato evita le maggiorazioni previste per una prima adesione. Il nuovo biennio viene trattato, ai fini degli acconti, secondo la regola ordinaria che assume il valore concordato come riferimento.
Le plusvalenze 2025 rateizzate richiedono un'ulteriore rettifica. La disciplina 2026 elimina la rateizzazione prospettica e impone di ricostruire la base secondo le regole transitorie, anche per chi applica il concordato.
Azione consigliata: classificare il contribuente in una delle quattro casistiche, scegliere consapevolmente il metodo di calcolo e documentare ogni rettifica prima di predisporre gli F24 dell'acconto.
Tema: Concordato / Acconti
Iperammortamento 2026: comunicazione preventiva sulla piattaforma GSE
Dal 12 giugno 2026 la piattaforma GSE riceve le comunicazioni preventive per il nuovo iperammortamento. L'agevolazione riguarda investimenti in beni 4.0 e beni destinati all'autoproduzione o autoconsumo da fonti rinnovabili nel periodo previsto dalla Legge di bilancio 2026.
La comunicazione preventiva apre una procedura articolata per ciascuna struttura produttiva. Devono essere indicati impresa, sito, tipologia e importo dei beni, calendario di interconnessione o entrata in funzione e maggiorazione attesa sulle quote di ammortamento o sui canoni di leasing.
Dopo l'esito positivo, la conferma dell'investimento richiede entro sessanta giorni la prova di un acconto minimo del 20% per ciascun bene o, nel leasing, il contratto e l'ordine al fornitore. Gli importi e i beni restano vincolati a quanto dichiarato nella fase preventiva.
La comunicazione di completamento segue realizzazione e interconnessione e deve arrivare entro il termine finale previsto. Perizia tecnica asseverata e certificazione contabile diventano elementi centrali per il perfezionamento e la decorrenza del beneficio.
La governance dell'investimento deve unire acquisti, finanza, tecnico incaricato, revisore e consulente fiscale. Modifiche a fornitore, importo o cronoprogramma vanno valutate prima di assumere impegni incompatibili con la pratica inviata.
Azione consigliata: predisporre una scheda per ogni struttura produttiva, verificare credenziali SPID o CIE, classificazione dei beni, tempi di consegna, interconnessione e documenti probatori prima di trasmettere la comunicazione preventiva.
Tema: Iperammortamento / Investimenti
Rottamazione-quinquies: controllare importi, rate e cause di decadenza
Agenzia delle Entrate-Riscossione ha reso disponibili le comunicazioni delle somme dovute per chi ha aderito alla Rottamazione-quinquies. Il documento riepiloga carichi accolti, importi agevolati, scadenze e moduli di pagamento.
Il contribuente può aver scelto il versamento in unica soluzione oppure un piano fino a 54 rate bimestrali, con interessi al 3% annuo sulla dilazione. La prima o unica rata era fissata al 31 luglio 2026 e il calendario successivo dipende dalla soluzione indicata nell'istanza.
La definizione perde efficacia quando manca o risulta insufficiente l'unica rata. Nel piano rateale la decadenza interviene per due rate, anche separate, oppure per l'ultima rata; le somme già pagate diventano acconti sul debito residuo.
Finché il piano resta regolare, operano gli effetti protettivi previsti: sospensione di nuove procedure esecutive nei limiti di legge, possibilità di rilascio del DURC e disciplina favorevole rispetto ad alcuni blocchi alla compensazione.
La verifica deve confrontare comunicazione, domanda originaria e situazione debitoria aggiornata. Errori sui carichi inclusi, pagamenti precedenti o coordinate di addebito vanno affrontati prima della rata successiva.
Azione consigliata: archiviare comunicazione e moduli, inserire tutte le scadenze in tesoreria con doppio controllo e riconciliare ogni pagamento con il piano entro pochi giorni dall'addebito.
Tema: Rottamazione / Riscossione
Veicoli aziendali: acquisto, utilizzo e vendita senza errori contabili
Il trattamento di un veicolo dipende dalla sua natura e dall'utilizzo effettivo. Autocarri strumentali, autovetture aziendali e mezzi concessi in uso promiscuo ai dipendenti producono conseguenze differenti su IVA, costo fiscalmente riconosciuto e ammortamento.
Un autocarro genuinamente inerente consente in via ordinaria detrazione integrale dell'IVA e deduzione del costo secondo il piano di ammortamento. La classificazione deve essere coerente con immatricolazione e impiego, evitando veicoli formalmente indicati come autocarri ma usati come normali autovetture.
Per l'autovettura aziendale ordinaria l'IVA è generalmente detraibile al 40%; il costo segue limite fiscale e percentuale forfetaria di deducibilità. L'IVA indetraibile confluisce nel costo del cespite e incide sulla quota civilistica, mentre la dichiarazione richiede la separazione della parte deducibile.
L'uso promiscuo al dipendente può consentire detrazione integrale dell'IVA quando l'utilizzo privato viene riaddebitato con fattura e deduzione del costo nella misura prevista per il fringe benefit. Durata dell'assegnazione, contratto, tariffe ACI e trattamento in busta paga devono essere coerenti.
Alla vendita, la percentuale di IVA e la quota imponibile della plusvalenza dipendono da quanto detratto e dedotto durante il possesso. La ricostruzione deve partire da costo storico, IVA incorporata, fondo ammortamento, deduzioni fiscali e corrispettivo di mercato.
Azione consigliata: aprire una scheda cespite fiscale completa al momento dell'acquisto e aggiornarla ogni anno; prima della cessione simulare fattura, valore residuo e quota imponibile della plusvalenza.
Tema: Veicoli / Contabilità
Concordato preventivo 2026-2027: limiti alla proposta e scelta entro ottobre
La conversione del D.L. 38/2026 ha modificato il concordato preventivo biennale per il periodo 2026-2027. Il meccanismo continua a fissare un reddito e, per l'IRAP, un valore della produzione concordati sui quali calcolare le imposte del biennio.
Alle limitazioni già previste per i punteggi ISA più alti si aggiungono tetti all'incremento della proposta per i contribuenti con punteggio inferiore: il 30% per risultati pari o superiori a 6 e inferiori a 8, il 35% per risultati da 1 a meno di 6. I valori settoriali della metodologia possono comunque incidere sul risultato finale.
Il reddito concordato deve essere rettificato per le componenti tassativamente indicate dalla legge. Per imprese e professionisti assumono rilievo plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze, partecipazioni, maggiorazione del costo del lavoro e, per le imprese, la nuova maggiorazione collegata all'iperammortamento.
L'adesione può essere inviata insieme al modello ISA e alla dichiarazione oppure in forma autonoma con il frontespizio del modello Redditi 2026. Il termine è fissato al 31 ottobre 2026; entro la stessa data può essere esercitata l'eventuale revoca.
La convenienza dipende dalla distanza tra reddito atteso e proposta, dalla stabilità dei margini, dalle componenti straordinarie e dai benefici premiali ISA. Vanno simulati almeno uno scenario prudente, uno centrale e uno di crescita, includendo l'impatto finanziario di acconti e imposta sostitutiva.
Azione consigliata: predisporre un preconsuntivo 2026, verificare i dati ISA 2025 e confrontare il carico fiscale concordato con quello prospettico prima di formalizzare l'opzione.
Tema: Concordato / ISA
Compensi professionali dalla PA: verifica dei ruoli sopra 5.000 euro
Dal 15 giugno 2026 le Pubbliche Amministrazioni applicano una verifica specifica prima di liquidare compensi a esercenti arti e professioni. La disciplina opera quando le cartelle scadute del beneficiario superano complessivamente 5.000 euro.
La PA interroga telematicamente l'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se emergono debiti oltre soglia, l'importo dovuto viene ripartito direttamente: la quota necessaria è destinata alla riscossione e l'eventuale eccedenza resta al professionista.
Il perimetro comprende consulenze, perizie, prestazioni tecniche, attestazioni e patrocinio legale, anche quando riguardano attività già svolte e ancora da liquidare. Le prestazioni rese da imprese seguono invece la disciplina ordinaria prevista per i relativi pagamenti.
Piani di dilazione regolari e adesioni efficaci alle definizioni agevolate possono escludere l'applicazione del nuovo meccanismo. Serve quindi distinguere ruoli scaduti, rateazioni attive, istanze accolte e posizioni sospese.
Il rischio operativo è duplice: riduzione inattesa dell'incasso e squilibrio della tesoreria professionale. Prima di fatturare lavori rilevanti verso enti pubblici conviene ottenere una fotografia aggiornata della situazione debitoria e valutarne la regolarizzazione.
Azione consigliata: controllare cartelle e piani in essere, riconciliare i pagamenti già eseguiti e aggiornare le previsioni di cassa per tutti i crediti professionali verso la PA.
Tema: PA / Riscossione
Debiti contributivi INPS: nuova rateazione fino a 60 mesi
La circolare INPS 60/2026 ha reso operativo il nuovo regolamento sulle dilazioni dei debiti contributivi ancora in fase amministrativa. La disciplina riguarda contributi e sanzioni civili per i quali non è stato formato l'avviso di addebito, oltre alle partite gestite dagli uffici legali.
Per esposizioni fino a 500.000 euro il piano può arrivare a 36 rate mensili; oltre tale soglia il limite massimo sale a 60. La struttura territoriale determina la durata effettiva considerando tipologia del contribuente, importo e situazione contributiva precedente.
È ammessa una seconda dilazione durante un piano già attivo per partite conosciute successivamente o contribuzione maturata dopo la prima domanda. La presenza di due piani impedisce una terza istanza, salvo estinzione anticipata di uno dei precedenti.
La domanda passa dal Cassetto Previdenziale e riguarda l'intera esposizione verso le gestioni interessate. L'istruttoria e il termine per pagare la prima rata si concentrano in venti giorni; il primo versamento perfeziona l'accettazione del piano e le rate restano fuori dalla compensazione.
Il beneficio richiede puntualità sia sulle rate sia sui contributi correnti. Omissioni reiterate o contribuzione corrente lasciata insoluta possono determinare revoca e affidamento del residuo alla riscossione.
Azione consigliata: riconciliare preventivamente la posizione Ve.R.A., chiudere anomalie e note di rettifica, quindi costruire un piano di cassa che copra prima rata e contribuzione ordinaria per tutta la durata della dilazione.
Tema: INPS / Rateazione

