Approfondimenti
Fisco e società nei passaggi chiave.
Analisi operative su norme, adempimenti e scelte societarie che incidono sulla gestione dell'impresa e sulla protezione delle decisioni.
Iperammortamento 2026: comunicazione preventiva, conferma dell’investimento e controlli documentali
Il nuovo iperammortamento 2026 richiede una sequenza di comunicazioni sulla piattaforma GSE. La prenotazione parte dalla comunicazione preventiva; dopo l’esito positivo, l’impresa deve confermare l’investimento entro il termine previsto per consolidare la procedura.
Dal 21 luglio 2026 è operativa la comunicazione di conferma. Il termine è di 60 giorni dalla notifica dell’esito positivo della preventiva. Il conteggio parte quindi dalla comunicazione ricevuta dall’impresa, con finestre concrete diverse per ciascuna pratica.
La conferma deve attestare il pagamento dell’ultima quota di acconto necessaria a raggiungere almeno il 20% del costo di acquisizione di ogni bene e deve riportare gli estremi delle fatture relative ai costi agevolabili. Per il leasing il requisito si collega alla stipula del contratto e all’impegno della società concedente verso il fornitore.
Beni e importi devono restare coerenti con la comunicazione preventiva. Incrementi del piano o beni differenti richiedono una nuova prenotazione, subordinata alle risorse disponibili. La quadratura tra preventiva, ordini, contratti, fatture, quietanze e piano tecnico rappresenta quindi il controllo centrale.
Il GSE dispone di un periodo per le verifiche e può richiedere integrazioni con tempi brevi. Un fascicolo ordinato dovrebbe contenere esito della preventiva, calcolo dei 60 giorni, ordini, contratto di leasing quando presente, fatture, evidenze bancarie e documentazione tecnica.
La procedura comprende ulteriori passaggi fino al completamento dell’investimento. Ogni impresa dovrebbe mantenere un calendario per singola pratica e assegnare responsabilità chiare alla raccolta dei documenti, perché l’omissione di una comunicazione può impedire il perfezionamento del beneficio.
Tema: Investimenti / Iperammortamento / GSE
Crediti edilizi acquistati: limiti nell'estinzione dei debiti previdenziali a ruolo
L'acquisto di un credito edilizio va pianificato distinguendo debiti previdenziali correnti e somme già iscritte a ruolo. La risposta 110/2026 dell'Agenzia delle Entrate chiarisce che la presenza di cartelle previdenziali non blocca in via generale l'utilizzo del credito in F24.
I divieti previsti per carichi erariali oltre determinate soglie riguardano debiti di natura fiscale e seguono presupposti specifici. Un'esposizione verso una cassa professionale resta fuori da quel perimetro e permette di usare il credito agevolativo per altre compensazioni ammesse.
Il limite emerge quando il contribuente vuole estinguere direttamente la cartella previdenziale. La compensazione dei ruoli richiede crediti relativi alle stesse imposte iscritte; un credito Superbonus acquistato è un'agevolazione autonoma e segue regole proprie.
Il credito può quindi essere destinato a debiti erariali o previdenziali correnti compatibili con l'F24, mentre la cartella affidata alla riscossione continua a essere pagata secondo il piano o gli strumenti previsti per il ruolo. Le quote annuali del credito richiedono inoltre attenzione a scadenza, capienza e divieto di riporto.
Prima dell'acquisto serve una matrice che separi ogni debito per ente, natura, stato e canale di pagamento. Va poi verificata la reale capacità di assorbire il credito nel periodo disponibile.
Azione consigliata: ottenere l'estratto della riscossione e la posizione contributiva corrente, simulare gli F24 utilizzabili e acquistare il credito soltanto per importi coerenti con debiti effettivamente compensabili.
Tema: Crediti edilizi / Riscossione
Concordato preventivo biennale: come calcolare gli acconti 2026
Nel 2026 convivono contribuenti al primo accesso, soggetti nel secondo anno del concordato, operatori usciti dal biennio 2024-2025 e contribuenti che rinnovano per il 2026-2027. La corretta categoria determina la base degli acconti.
Durante il biennio, gli acconti assumono il reddito e il valore della produzione concordati. Chi aderisce per la prima volta applica regole diverse secondo il metodo storico o previsionale: nel primo caso entra in gioco la maggiorazione prevista per l'avvio, nel secondo la seconda rata copre la differenza rispetto a quanto già versato.
In caso di mancato rinnovo, le FAQ dell'Agenzia indicano comunque il reddito concordato dell'anno precedente come base del metodo storico, compreso il valore della produzione ai fini IRAP. Il reddito effettivo dichiarato resta quindi fuori da questo passaggio.
Il rinnovo del concordato evita le maggiorazioni previste per una prima adesione. Il nuovo biennio viene trattato, ai fini degli acconti, secondo la regola ordinaria che assume il valore concordato come riferimento.
Le plusvalenze 2025 rateizzate richiedono un'ulteriore rettifica. La disciplina 2026 elimina la rateizzazione prospettica e impone di ricostruire la base secondo le regole transitorie, anche per chi applica il concordato.
Azione consigliata: classificare il contribuente in una delle quattro casistiche, scegliere consapevolmente il metodo di calcolo e documentare ogni rettifica prima di predisporre gli F24 dell'acconto.
Tema: Concordato / Acconti
Rottamazione-quinquies: controllare importi, rate e cause di decadenza
Agenzia delle Entrate-Riscossione ha reso disponibili le comunicazioni delle somme dovute per chi ha aderito alla Rottamazione-quinquies. Il documento riepiloga carichi accolti, importi agevolati, scadenze e moduli di pagamento.
Il contribuente può aver scelto il versamento in unica soluzione oppure un piano fino a 54 rate bimestrali, con interessi al 3% annuo sulla dilazione. La prima o unica rata era fissata al 31 luglio 2026 e il calendario successivo dipende dalla soluzione indicata nell'istanza.
La definizione perde efficacia quando manca o risulta insufficiente l'unica rata. Nel piano rateale la decadenza interviene per due rate, anche separate, oppure per l'ultima rata; le somme già pagate diventano acconti sul debito residuo.
Finché il piano resta regolare, operano gli effetti protettivi previsti: sospensione di nuove procedure esecutive nei limiti di legge, possibilità di rilascio del DURC e disciplina favorevole rispetto ad alcuni blocchi alla compensazione.
La verifica deve confrontare comunicazione, domanda originaria e situazione debitoria aggiornata. Errori sui carichi inclusi, pagamenti precedenti o coordinate di addebito vanno affrontati prima della rata successiva.
Azione consigliata: archiviare comunicazione e moduli, inserire tutte le scadenze in tesoreria con doppio controllo e riconciliare ogni pagamento con il piano entro pochi giorni dall'addebito.
Tema: Rottamazione / Riscossione
Compensi professionali dalla PA: verifica dei ruoli sopra 5.000 euro
Dal 15 giugno 2026 le Pubbliche Amministrazioni applicano una verifica specifica prima di liquidare compensi a esercenti arti e professioni. La disciplina opera quando le cartelle scadute del beneficiario superano complessivamente 5.000 euro.
La PA interroga telematicamente l'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se emergono debiti oltre soglia, l'importo dovuto viene ripartito direttamente: la quota necessaria è destinata alla riscossione e l'eventuale eccedenza resta al professionista.
Il perimetro comprende consulenze, perizie, prestazioni tecniche, attestazioni e patrocinio legale, anche quando riguardano attività già svolte e ancora da liquidare. Le prestazioni rese da imprese seguono invece la disciplina ordinaria prevista per i relativi pagamenti.
Piani di dilazione regolari e adesioni efficaci alle definizioni agevolate possono escludere l'applicazione del nuovo meccanismo. Serve quindi distinguere ruoli scaduti, rateazioni attive, istanze accolte e posizioni sospese.
Il rischio operativo è duplice: riduzione inattesa dell'incasso e squilibrio della tesoreria professionale. Prima di fatturare lavori rilevanti verso enti pubblici conviene ottenere una fotografia aggiornata della situazione debitoria e valutarne la regolarizzazione.
Azione consigliata: controllare cartelle e piani in essere, riconciliare i pagamenti già eseguiti e aggiornare le previsioni di cassa per tutti i crediti professionali verso la PA.
Tema: PA / Riscossione
Debiti contributivi INPS: nuova rateazione fino a 60 mesi
La circolare INPS 60/2026 ha reso operativo il nuovo regolamento sulle dilazioni dei debiti contributivi ancora in fase amministrativa. La disciplina riguarda contributi e sanzioni civili per i quali non è stato formato l'avviso di addebito, oltre alle partite gestite dagli uffici legali.
Per esposizioni fino a 500.000 euro il piano può arrivare a 36 rate mensili; oltre tale soglia il limite massimo sale a 60. La struttura territoriale determina la durata effettiva considerando tipologia del contribuente, importo e situazione contributiva precedente.
È ammessa una seconda dilazione durante un piano già attivo per partite conosciute successivamente o contribuzione maturata dopo la prima domanda. La presenza di due piani impedisce una terza istanza, salvo estinzione anticipata di uno dei precedenti.
La domanda passa dal Cassetto Previdenziale e riguarda l'intera esposizione verso le gestioni interessate. L'istruttoria e il termine per pagare la prima rata si concentrano in venti giorni; il primo versamento perfeziona l'accettazione del piano e le rate restano fuori dalla compensazione.
Il beneficio richiede puntualità sia sulle rate sia sui contributi correnti. Omissioni reiterate o contribuzione corrente lasciata insoluta possono determinare revoca e affidamento del residuo alla riscossione.
Azione consigliata: riconciliare preventivamente la posizione Ve.R.A., chiudere anomalie e note di rettifica, quindi costruire un piano di cassa che copra prima rata e contribuzione ordinaria per tutta la durata della dilazione.
Tema: INPS / Rateazione
Rimborsi a dipendenti e autonomi: quali spese richiedono pagamenti tracciabili
Dal 2025 la tracciabilità condiziona il trattamento fiscale di diverse spese di trasferta rimborsate a dipendenti e lavoratori autonomi. Il perimetro comprende vitto, alloggio, viaggio e trasporto mediante taxi o noleggio con conducente sostenuti in Italia.
Bonifici, carte, bancomat, strumenti prepagati, assegni e applicazioni collegate a conti di pagamento consentono di documentare il requisito. Alla nota spese vanno allegati documento fiscale e prova della transazione; un estratto conto può essere prodotto oscurando le informazioni estranee.
Il trasporto pubblico di linea resta documentabile con il biglietto anche quando il pagamento avviene in contanti. Pedaggi e parcheggi seguono regole specifiche, mentre le trasferte estere sono uscite dall'obbligo generale di tracciabilità; le spese di rappresentanza mantengono invece il requisito anche all'estero.
Per i dipendenti, un rimborso privo dei requisiti può concorrere al reddito di lavoro e perdere deducibilità per il datore. Per professionisti e collaboratori esterni, la documentazione del mezzo di pagamento deve entrare stabilmente nel processo di rendicontazione verso il committente.
La soluzione organizzativa più robusta combina policy scritta, carte aziendali, categorie di spesa codificate e controllo degli allegati prima dell'approvazione. Le eccezioni vanno gestite con motivazione e riferimento alla regola applicabile.
Azione consigliata: aggiornare regolamento trasferte, modelli di nota spese e contratti con collaboratori, specificando per ciascuna voce documento richiesto, mezzo ammesso e responsabilità della verifica.
Tema: Rimborsi / Tracciabilità
Ravvedimento operoso: sanzioni ridotte e verifiche prima del pagamento
Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 la sanzione ordinaria sugli omessi o tardivi versamenti è fissata al 25%. Il ravvedimento la riduce in misura crescente secondo il tempo trascorso dalla scadenza, con regole diverse per i primi quattordici giorni, i successivi intervalli e le regolarizzazioni oltre l'anno.
Alla sanzione si aggiungono gli interessi legali calcolati giorno per giorno dalla scadenza originaria al versamento. Se il periodo attraversa anni con tassi differenti, il conteggio va separato per ciascun intervallo.
Possono essere regolarizzati, tra gli altri, IRPEF, IRES, IVA, IRAP, imposte sostitutive e tributi indiretti. La possibilità si chiude quando sono già stati notificati atti di liquidazione o accertamento e comunicazioni di irregolarità relative ai controlli automatizzati o formali.
Il calcolo richiede il tributo corretto, il periodo di riferimento, la data effettiva di pagamento e i codici F24 per imposta, sanzione e interessi. Un versamento parziale o attribuito al codice sbagliato può lasciare aperta la violazione.
Per le violazioni successive al 1° settembre 2024 può diventare rilevante il cumulo giuridico per singolo tributo e periodo d'imposta. La convenienza rispetto al cumulo materiale va verificata sul complesso degli errori, mantenendo separati tributi e annualità diverse.
Azione consigliata: ricostruire la posizione prima dell'invio della dichiarazione, controllare PEC e cassetto fiscale, quindi produrre un prospetto che documenti base, giorni, aliquote, interessi e scelta del criterio sanzionatorio.
Tema: Ravvedimento / Versamenti

